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Diario
23 luglio 2010
NO LEGGE BAVAGLIO ALLA RETE
SOTTOSCRIVI ANCHE TU QUESTA LETTERA PER LA LIBERTA' DI INFORMAZIONE SULLA RETE:
Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati
La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della
Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati
dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del
c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o
inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel
Palazzo.
La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata,
illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità
dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare
della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni,
eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per
l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento. (LEGGI TUTTO...)
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15 luglio 2010
Un Cesare piccolo piccolo
Spunta un “Cesare” nelle intercettazioni della banda Carboni e tutti a pensare che Gaius Iulius Caesar, il dictator romano, non potrebbe che esser lui: Silvio Berlusconi.
Ora, se la contiguità, il linguaggio, i contenuti delle conversazioni e le finalità delle operazioni ordite dai quattro pensionati sfigati rinviano inevitabilmente a Berlusconi, mi chiedo come mai anche esimi giornalisti abbiano automaticamente associato “Cesare-Silvio” all’abile politico, allo stratega e condottiero romano, di alta di statura e carnagione chiara (Svetonio, “Vite dei Casari”) e non piuttosto a Cesare Enrico Bandello, il piccolo bandito, di bassa statura, tracagnotto e ambizioso che diventa un potente boss della mafia nella Chicago anni Venti.
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9 luglio 2010
IO NON MI IMBAVAGLIO
Oggi si sciopera contro la legge bavaglio imbavagliandosi. Quanto è strana e paradossale la vita in Italia! Mi son svegliata una mattina, o bella ciao, ed ho trovato non l’invasor, ma un italianissimo padron…
Io che credevo di aver conquistato la vita a mie spese e con sudore, io che credevo di non dover ringraziare nessuno, perché mai ho richiesto favori o raccomandazioni, eccomi sotto un ducetto che fa strage della costituzione, del buon senso, della mia libertà di parola. Ma io non mi imbavaglio in quest’Italia dal pensiero confuso e stravolto, in cui coloro che pareva fossero rimasti un poco lucidi e ci davano speranza, si sono obnubilati al punto di ritenere che la censura possa essere scongiurata con l’autocensura. Io credo fermamente, invece, che la battaglia per la libertà d'informazione debba esser condotta potenziando l’informazione. Penso che in questo momento occorrano azioni energiche e dirompenti: non uno sciopero che imbavagli ulteriormente la stampa, ma l’urlo delle notizie finora appena sussurrate, di quelle secretate e di tutti i vergognosi segreti di Stato di cui senz’altro c’è traccia nelle redazioni e negli archivi dei giornali.
Insomma, mi pare un controsenso imbavagliarsi per protestare contro una legge voluta ad ogni costo dal massimo padrone dell'editoria e delle reti televisive italiane, nonché presidente del consiglio e datore di lavoro di ministri, senatori e deputati; egli ha solo deciso di completare il golpe fiaccando definitivamente, e con un sol colpo, attraverso il DDL Alfano, la magistratura e le residue forze dell'informazione non ancora assoldata; si farebbe in tempo a far saltare la legge bavaglio non fermando, ma accelerando le rotative di alcuni giornali.
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